SurfaceDesign for Gastronomy

Perché il supporto del piatto è l'ultimo linguaggio inesplorato della cucina

L'ingrediente invisibile

Negli ultimi quarant'anni l'alta cucina ha vissuto una trasformazione che non ha precedenti nella storia della gastronomia. Ogni elemento dell'esperienza è stato ripensato. Gli ingredienti sono stati riletti attraverso la lente del territorio, della sostenibilità e della biodiversità. La sala non è più soltanto il luogo del servizio, ma parte integrante della narrazione. Eppure, all'interno di questa straordinaria evoluzione, esiste un elemento che continua a essere trattato come una decisione finale. Spesso viene scelto quando il menu è già concluso, quando le ricette sono definite e quando l'identità del ristorante sembra ormai completa. È la superficie sulla quale il piatto verrà servito. Uno chef può dedicare mesi allo sviluppo di una preparazione, modificare decine di volte una salsa per ottenere una sfumatura aromatica precisa, discutere per settimane la posizione di un tavolo o il colore di una parete, e infine affidare l'ultimo elemento della composizione a un catalogo. La domanda, allora, non è quale piatto scegliere. La domanda è molto più radicale. Perché continuiamo a trattare come un accessorio ciò che il cliente guarda prima ancora di assaggiare?

Il nostro metodo

Ci sono materiali che servono a costruire e materiali che servono a raccontare: per noi il vetro appartiene alla seconda categoria. Nasce liquido, incandescente, instabile e diventa trasparenza solo dopo aver attraversato il fuoco. Nel nostro territorio, il vetro non è un semplice
materiale produttivo è cultura sedimentata nel tempo è silenzio dentro una fornace è gesto che racconta. Glass Made Studio nasce da questa consapevolezza. Non volevamo creare piatti, volevamo creare superfici capaci di dialogare con l’alta cucina contemporanea.
Ogni lastra viene selezionata all’origine, all’interno di
una filiera cortissima, conosciamo la provenienza del materiale, conosciamo la sua densità, la sua risposta alla luce, la sua tensione interna. Questo rapporto diretto con la materia è il primo atto
creativo, il secondo è il tempo. Ogni pezzo viene realizzato singolarmente tagliato, modellato, sottoposto a lavorazione termica controllata e rifinito a mano. Il vetro reagisce sempre in modo leggermente diverso. Una curva cambia di pochi millimetri, un riflesso si intensifica una trasparenza si addensa. Non correggiamo queste variazioni le ascoltiamo perché sono la firma invisibile del processo. Il risultato non è un oggetto seriale è una superficie con carattere. Le nostre creazioni non cercano protagonismo e non competono con il piatto non impongono un’estetica ma offrono uno spazio che accoglie la composizione dello chef, che amplifica la tridimensionalità, che interagisce con la luce naturale e artificiale, che rende il gesto culinario ancora più essenziale. Collaboriamo con ristoranti gourmet e fine dining che considerano l’esperienza gastronomica un atto completo: visivo, tattile, emotivo.
Piatto su misura per chef, design elegante e minimalista

La firma visiva dello chef

In qualsiasi disciplina espressiva l'autore viene riconosciuto non soltanto per i contenuti che propone, ma per un cifrario stilistico coerente, inconfondibile e rigoroso. In alta cucina, questo livello di riconoscibilità è ampiamente consolidato nella costruzione del gusto, nella selezione degli ingredienti e nella composizione cromatica degli elementi commestibili. Perché, allora, questo rigore espressivo si interrompe improvvisamente al momento di scegliere la superficie che accoglie la creazione? La superficie deve diventare l'estensione naturale della firma dello chef. Un linguaggio visivo materico che esprima con la medesima precisione la filosofia, la sensibilità geografica, la tensione intellettuale e la ricerca concettuale che animano la brigata all'interno della cucina.

Maya & Denis

Siamo il cuore pulsante della nostra azienda: portiamo, nel
nostro piccolo, passione, creatività e un’unicità esclusiva nel mondo della
gastronomia e culinaria.

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Scelti da chi non considera la materia un semplice dettaglio

Se credete che la superficie non sia un semplice
contenitore, ma parte integrante del linguaggio della percezione e dell'identità della cucina contemporanea,

il dialogo è aperto.


Mirazur (Menton)     

Wisterià (Venezia)  

Locanda san Lorenzo (Alpago)  

Le calandre (Padova)     

Venissa (Venezia)  

I quadri (Venezia)  

Radici terra e gusto (Padova) 4 Ristoranti winner

Zanze XVI (Venezia)  4 Ristoranti winner

99 Sushi Bar (Dubai)  

Royal Mansour (Marrakech)

Cinque Restaurant (Dubai)

Enosteria Cet (Belluno)

Chic Nonna (Dubai)

Gustificio (Padova)

Lilibet's (London)

SU DI NOI